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ENOGASTRONOMIA

Il litorale a nord di Roma e cioè quella porzione del Lazio compresa fra Civitavecchia e Fiumicino con il suo entroterra del Lago di Bracciano e dei Monti della Tolfa è una zona ricca di produzioni agro-alimentari.
Il Ristorante alle Tamerici si giova di questa ricchezza e cerca di farsi interprete del territorio. Un'attenzione che non consiste soltanto in una scelta di repertorio di piatti e di materie prime, ma anche in una rete di rapporti umani stretti con i produttori, rapporti di collaborazione nella ricerca del gusto e, spesso, di vera amicizia.

Il PESCE

Il mare a nord di Roma è sempre stato pescoso.
Sin dall’Ottocento le famiglie di pescatori campane si spingevano sino a queste coste poco abitate per gettarvi le reti.
Una di queste famiglie, la famiglia Chiocca, decise di rimanere a Ladispoli e di aprirvi una pescheri. L’attuale titolare, Angelo, rappresenta la terza generazione dei Chiocca residenti a Ladispoli. Il nonno è il primo a destra nella pittura, mentre il padre è il secondo da destra. Angelo non poteva crescere altrimenti che con la passione per il suo lavoro. E’ un cultore della pesca locale, dei pescherecci che gettano l’ancora a Civitavecchia e a Fiumicino, e anche della pesca amatoriale che si svolge da sempre sulle spiagge di Ladispoli e di Passo Scuro.

Dunque non solo spigole e orate selvagge, ma anche pesce spada, corvine, ombrine, fraolini, scorfani, pescatrici, pesci spatola, sugarelli, aguglie, arzille, gronghi, pesci serra, melù, alici, palamiti e tonnetti, totani, seppie, calamari, polpi, scampi, mazzancolle, telline, ecc. ecc.; doni del mare da valorizzare tutti, perchè nulla si scarti di ciò che cade nelle reti, per una pesca sostenibile e intelligente, ma anche per recuperare alcuni sapori dimenticati.
La cucina di alle Tamerici è pronta a valorizzare ciò che giorno per giorno, senza preavviso, viene dal mare (per conoscere il menu v. la pagina del Ristorante)
Angelo Chiocca è sempre disponibile a presentare i prodotti del mare, a spiegarne la stagionalità, le modalità di pesca e... anche come cucinarli. Il suo punto vendita è in Ladispoli, viale Mediterraneo 1.


Il VINO

Il litorale a nord di Roma è una zona da sempre vocata alla produzione di vino. Iniziarono gli Etruschi, proseguirono i Romani. Oggi due D.O.C. esprimono la vocazione e la storia produttiva di questa terra: la D.O.C. Cerveteri e la D.O.C. Tarquinia.
Varie sono le cantine di qualità presenti su questo territorio e tutte sono ben rappresentate nella carta dei vini del Ristorante alle Tamerici. Ma due produttori vitivinicoli sono particolarmente vicini per intenti, amore del territorio, fattive collaborazioni:
 


La Cantina del Castello di Torre in Pietra

La Cantina è interessantissima da visitare, inserita com'è nell'omonimo Castello di origine medievale, citato nel 1254 fra i possedimenti della famiglia normanna degli Aldobrandeschi e passato poi agli Anguillara, ai Massimo, ai Peretti, ai Falconieri, finché, estinti questi ultimi, dopo un periodo di decadenza, divenne nel 1926 proprietà del Senatore Luigi Albertini. Questi, assieme al figlio Leonardo e al genero Niccolò Carandini, lo fece risorgere nel contesto dell'impresa di un'imponente opera di bonifica della tenuta. Oggi la Cantina è retta dai discendenti Filippo Antonelli e Lorenzo Majnoni. Il primo un vero tecnico, gran conoscitore dei segreti della produzione vitivinicola, oltreché titolare in Umbria dell'omonima Cantina Antonelli, nota per il Sagrantino. Il secondo attentissimo conoscitore di queste terre laziali, punto di riferimento per molti altri produttori del settore agroalimentare del territorio, instancabile promotore del prodotto locale, raffinato ideatore di iniziative di collegamento e di collaborazione fra le diverse aziende della zona.
www.castelloditorreinpietra.it


La Cantina Casale Cento Corvi

Merita di essere menzionata in questo contesto oltre che per lo stretto rapporto di collaborazione nella promozione del prodotto locale, anche per la qualità dei vini. Un risultato voluto con caparbietà dalla Famiglia Collacciani, che oggi incarna e testimonia con schiettezza il carattere di Cerveteri e della sua gente. La Cantina opera soprattutto nella rivalutazione dei vini appartenenti alla tradizione locale, come ben testimonia il vino Giacchè, prodotto a partire da un vitigno autoctono, dimenticato per lungo tempo ed ora meritoriamente recuperato e portato ad un altissimo livello di qualità. Una sensibilità al tema del territorio e delle tradizioni che illumina il lavoro del giovane Costantino Collacciani, il quale segue la produzione dalla vigna alla bottiglia. Il punto vendita è costantemente presidiato dai membri della famiglia Collacciani, sempre disponibili a far assaggiare e ad illustrare i loro prodotti.
www.casalecentocorvi.com

IL FORMAGGIO

L'Isola del Formaggio di Sergio Pitzalis


E per il formaggio, Sergio Pitzalis. Con la sua produzione casearia di pecora e di capra, che potremmo definire amatoriale proprio per l’amore che Sergio traspone nel lavoro, la “Casa del Formaggio” occupa un posto di primo piano nel rappresentare il territorio nella sua ricchezza agro-alimentare e nella sua antica storia di tradizioni gastronomiche. Basti ricordare il caciofiore di Columella, formaggio di pecora previsto già in una sorta di disciplinare del I sec. d. C. dall’autore latino Columella, il quale descriveva un prodotto caseario ottenuto con un caglio vegetale estratto dal cardo selvatico. Un prodotto riscoperto, che Sergio Pitzalis interpreta con la massima attenzione alla stagionalità e alla dieta del gregge, riconoscendo poi, nel prodotto finito, gli aromi ed i sapori di quell’erba selvatica, di quell’arbusto e di quant’altro possa caratterizzare le qualità organolettiche del formaggio a partire dalle dotazioni naturali dei pascoli e della campagna.
Il Caseificio di Sergio Pitzalis è nel comune di Bracciano, via Settevene Palo 39 ed è facilmente raggiungibile anche da Cerveteri e da Ladispoli ed è corredato da un simpatico punto vendita dove sono esposte tante varietà di formaggi.

 

Il Castello della Bufala di Fiorenzo e Alessandro Paludo

Dire “bufala” a nord di Roma sa di trapianto, di “fuori luogo”. In verità la storia di Fiorenzo e Alessandro e del loro allevamento è quanto di più rappresentativo e di più coerente rispetto alla storia e all’essenza di queste terre, dove le radici della memoria sono sempre sull’orlo d’essere estirpate, ma poi, con sorprendente pervicacia, rinverdiscono improvvisamente. La famiglia Paludo fu trapiantata nel ventennio fascista dalla poverissima campagna veneta per venire a bonificare e rendere produttivo l’agro romano. Nella zona di Maccarese si dovevano strappare alle paludi quei preziosi ettari di terreno sui quali si avviaerà una delle produzioni intensive più all’avanguardia per quei tempi. La prima generazione del ramo trapiantato dei Paludo si occupò di allevamento di vacche e di produzione di latte, finché, in tempi più recenti, la crisi del settore determinata dalla questione “quote latte”, impose ai rampolli Fiorenzo e Alessandro di avviare un cambiamento, una novità che non era una novità: passare all’allevamento di bufale. In effetti già in tempo di bonifiche i bufali erano impiegati nella zona per tenere puliti fossi approfittando della predilezione di questi animali per l’acqua. L’idea dei fratelli Paludo non era dunque così peregrina, cosa testimoniata peraltro dai risultati e dalla qualità dei prodotti caseari di cui, con l’aiuto della moglie di Fiorenzo, Sig.ra Carla, i Paludo stessi sono autori. Una menzione meritano la burrata e la ricotta di bufala: indimenticabili. Caseificio e punto vento vendita sono dislocati in Cerveteri, via Settevene Palo 21.
Via dei Delfini 13 - Loc. Marina di Palo - 00055 Ladispoli (Roma) Italia - tel. +39 0699220675 - fax +39 0699223824 - cell +39 3347460491 - P.IVA 02362791200